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LEADER O CAPO?

LEADER O CAPO?

Qualcuno potrebbe dirsi sorpreso dalla domanda e chiedersi in che misura ci siano differenze fra l'uno e l'altro appellativo.
Partiamo dall'inizio.
Perché porsi il quesito e che vantaggi ci sono in questa forma di autoanalisi?

Se ti è mai capitato al lavoro di notare che le tue indicazioni, le tue istruzioni e ciò che dici ai tuoi collaboratori di fare, vengano effettivamente attuate, beh, complimenti! Eserciti una certa autorità che i tuoi stessi lavoratori percepiscono come qualcosa di importante.
Potrebbe accadere, a causa di alcune circostanze, che chi lavora per te, svolga un compito e si "limiti" a seguire le tue istruzioni.
Cosa c'è di strano? Fondamentalmente nulla. Ma, è come tenersi sulla sufficienza quando le potenzialità dell'alunno vanno ben oltre un semplice "6".

Di cosa necessiti allora? Di essere un Leader.
La differenza principale tra un Capo e un Leader è che nel primo caso, potresti ottenere dei collaboratori che seguono scrupolosamente la direzione indicata dall'azienda, talvolta "ubbidendo" ciecamente, facendo a meno o limitando potenziali suggerimenti o lati caratterialmente contributivi di sé stessi per la riuscita del progetto aziendale. Avrai un comandante, e degli esecutori.

Nel secondo caso, hai una grande possibilità: lavorare di squadra. Questo non significa relativizzare la propria leadership, o relegarla solo a un titolo. È molto di più. Un Leader fa quello che dice agli altri di fare. Parla nel modo più costruttivo e positivo possibile. Un leader sa sempre quale direzione intraprendere. Conosce bene i suoi collaboratori. Ne esalta i pregi, e corregge i difetti in ottica di crescita. Seda ogni discussione non produttiva.

Mentre un Capo dice agli altri cosa fare, un Leader lo sta già facendo in prima fila con tutto il suo team.

Da qui una domanda a conclusione:
Che leader sei?



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