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La gestione del top management in epoca Covid

Mai come nell’ultimo anno, gli Amministratori Delegati, i Manager e i loro team hanno dovuto affrontare una sfida così complessa nella gestione del lavoro, riorganizzata all’improvviso e in tempi brevi.

Durante la crisi sanitaria innescata dal Covid-19, mantenere la continuità lavorativa, scegliere una valida linea in termini di leadership e adottare le migliori strategie di management, in condizioni di forte stress e incertezza, ha messo a dura prova tutte le aziende e i loro team esecutivi.

Ora è fondamentale che i consigli di amministrazione guidino insieme le proprie organizzazioni verso quella che viene definita “New Normality”, la nuova normalità.

Per fare ciò, è necessario rispettare alcuni punti chiave della metodologia che viene chiamata “Gestione della crisi”.

  1. Far emergere le differenze di mindset e competenza all’interno del CdA
    Poter contare sulle divise chiavi di lettura della stessa situazione è un patrimonio di valore straordinario in una situazione di crisi e di cambiamento. È, infatti, dai diversi punti di vista che può nascere la miglior soluzione unica in termini di valore. Sarà fondamentale sviluppare la capacità di far emergere le diverse prospettive, dandone valore, anziché bloccarle perché, magari, ritenute troppo diverse dalle nostre aspettative.
  2. Un chiaro engagement dei manager rispetto ai loro ruoli
    Nella gestione della crisi dobbiamo essere in grado di rimanere concentrati sulla sintesi delle cose e del valore erogato dalle diverse funzioni aziendali, in sinergia tra loro. Questo focus che può apparire scontato, nella quotidianità non accade perchè ci si perde tra le pieghe delle tante attività da fare, nelle varie difficoltà, in un contesto dove lo stress da cambiamento porta le persone a difendersi e a resistere alle nuove richieste.
  3. Attivare il “senso di urgenza”
    Durante la gestione del cambiamento e della crisi è necessario attivare un senso di ritmo rispetto all’incedere della varie attività. Non si ha più il tempo di procrastinare, di rimanere incastrati nelle attività con minore lucidità rispetto ai risultati concreti. Urgenza non vuol dire fretta, ma ritmo, ovvero, la cadenza delle riunioni, degli stati di avanzamento dei progetti deve essere chiara e costante da parte di tutti gli attori.
  4. Monitoraggio e revisione delle attività
    Dove c’è crisi c’è cambiamento e novità. Di fronte a nuove scelte, nuove attività e strade da percorrere viene meno la certezza del risultato e dei tempi. La fase di monitoraggio rispetto ai risultati di periodo è la chiave del successo. I correttivi che ne scaturiranno saranno il vero patrimonio del cambiamento. I correttivi hanno bisogno di analisi, identificazione della causa, creatività nel disegnare il nuovo correttivo, reattività di azione. Questo in una costante atmosfera di allineamento da parte del team.
  5. L’intuizione
    La forza, la saggezza e la lungimiranza di un CdA spesso si concretizzano attraverso quella idea che, realizzata in quel momento, in quel modo, da alcune persone, farà la differenza. L’intuizione è il vero patrimonio dell’essere umano e delle squadre. Tuttavia questa arriva soltanto quando le persone sono concentrate, in sintonia con la situazione, anche se drammatica, sono appassionate a ciò che fanno, hanno dati a disposizione e si fidano del proprio sentiment.


La pandemia da Coronavirus è una crisi sanitaria mondiale che avrà un impatto incredibile su tantissimi aspetti della nostra vita sociale, economica, politica e culturale.

Ma vogliamo essere fiduciosi che riusciremo a fare tesoro di questa evoluzione profonda e repentina, che, grazie agli strumenti corretti, potrà lasciare qualcosa di buono davanti a noi.

Buon cambiamento a tutti!


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