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IL LAVORO NEL POST-FERIE

Il periodo di riposo e relax di cui abbiamo bisogno per staccarci dall'ambiente di lavoro prima o poi arriva al suo culmine.

Come interpretare al meglio, a livello psico-emotivo, il "rimettersi" a lavoro?
Partiamo dal periodo pre-riposo. Cosa ci spingeva a dare il meglio? L'inerzia? Le scadenze? Il senso del dovere? Il raggiungimento degli obbiettivi personali e/o di quelli aziendali?

La risposta a questi quesiti la dice lunga a proposito di un soggetto che prescinde dal "relax":
L'attitudine.
Per fare un esempio pratico, se prima di "andare in ferie", la nostra motivazione nello svolgere le mansioni a noi affidate fosse stata un semplice countdown in termini di resilienza al lavoro prima dell'agognato traguardo del riposo assoluto, faremmo un'immensa fatica nel riprendere in mano le nostre mansioni e, cosa molto importante, dare un contributo vivo al team.
Perciò un importantissimo consiglio sta nell'aggiustare il "focus".

Il periodo di relax non solo è opportuno, ma necessario per ripartire in grande stile.

Tuttavia, specialmente nel periodo pre-riposo bisogna concentrarsi sui propri obbiettivi e sul perché raggiungerli nei tempi stimati. Per fare un esempio, in ognuno di noi c'è una parte del bambino che siamo stati. Se ricordi, quando era il momento di andare a scuola, il tempo non passava mai senza mantenersi impegnato. Allo stesso modo, possedere una buona dose di autodisciplina al lavoro, pensando per obbiettivi e meno per scadenze (e quindi per senso del dovere), ti aiuterà non solo a vivere più velocemente il periodo subito prima dello stacco momentaneo dal lavoro, ma anche il periodo subito dopo le godute "ferie".

Perché? Avrai a quel punto focalizzato la tua attenzione non più sul senso del dovere, ma sulla tua realizzazione a livello professionale. Questo influisce quindi, non solo sul "farsi" passare più velocemente il tempo. Ma utilizzando questo metodo ne gioverai in termini di concentrazione, forza mentale e soddisfazione lavorativa. Chi pensa per obbiettivi è più portato a fare carriera di chi non ragiona in questo modo. È un dato di fatto. Come al solito, parte tutto da lì: l'attitudine.



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